Ultime risposte dell'Agenzia delle Entrate alle domande sulla fatturazione elettronica
Giovedí 27 Dicembre 2018

Le risposte rese note sul filo di lana riguardano in primo luogo i commercianti al minuto e gli altri soggetti che, ai sensi dell’art. 22 d.P.R. 633/1972 non sono obbligati all’emissione della fattura, se non richiesta dal cliente, in quanto certificano le operazioni mediante scontrino o ricevuta fiscale (alberghi, ristoranti, officine di autoriparazione, lavanderie etc…).

Come anticipato nel par. 2.2.3 della ns. circolare n. 09/P/2018 del 19/12/2018, poiché per i primi sei mesi del 2019 le disposizioni del D.L. 119/2018 prevedono la possibilità di emettere la fattura entro il termine per la liquidazione dell’imposta in cui l’operazione è effettuata, l’Agenzia chiarisce che la richiesta della fattura da parte del cliente obbliga il commerciante al minuto alternativamente a porre essere il seguente comportamento:

- se il commerciante intende avvalersi della fatturazione differita, deve emettere uno scontrino o una ricevuta fiscale (sostitutivi del Ddt) e scorporare l’importo dal totale dei corrispettivi giornalieri;

- se il commerciante emette fattura immediata entro il termine della liquidazione periodica, al momento di effettuazione dell’operazione emette un documento di quietanza dell’operazione, ferma restando la possibilità di rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale (fermo restando anche in tal caso lo scorporo dell’importo dal totale dei corrispettivi giornalieri).

Interessante il chiarimento dell’Agenzia secondo cui la prassi descritta può applicarsi anche ai soggetti che, non rientrando tra quelli di cui all’art. 22 d.P.R. 633/1972 sono sempre obbligati ad emettere la fattura. Pertanto, nelle “more” dei termini di emissione della fattura, il cedente o prestatore può emettere quietanza dell’operazione così da “consegnare” alla controparte un documento che attesti l’avvenuta effettuazione dell’operazione (utile per eventuali scopi di “certificazione” dell’operazione).

 

Ulteriori chiarimenti interessanti riguardano i seguenti aspetti:

- è confermato (Cfr. par. 3.8 della ns. circolare n. 09/P/2018) che l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche deve essere assolta esclusivamente con le modalità indicate nel D.M. 17.06.2014, con la conseguenza che i soggetti che emittenti le fatture devono pagare il tributo con le “nuove” regole (a mezzo F24 entro 120 giorni dalla chiusura di ciascun periodo d’imposta). Nella fattura elettronica deve essere indicato l’importo dell’imposta di bollo nel campo “Dati bollo”;

 - nella fattura elettronica emessa nei confronti di un esportatore abituale che ha rilasciato la dichiarazione d’intento deve essere indicato il numero della stessa nel campo “Causale” ovvero nel blocco “Altri dati gestionali” (Cfr. par. 3.5.2 della ns. circolare n. 09/P/2018);

- il contributo ENASARCO non è un tipico contributo destinato ad una “Cassa previdenziale” (che usualmente concorre alla determinazione dell’imponibile cui applicare l’IVA), ma la sua gestione è similare a quella di una  “ritenuta”. Attualmente, per poter rappresentare nella fattura elettronica il contributo ENASARCO è possibile  utilizzare il blocco “AltriDatiGestionali” con il seguente dettaglio: 2.2.1.16.1 = CASSA-PREV; 2.2.1.16.2 ENASARCO (o eventuale altra cassa analoga) e il relativo codice TC07 presente nelle specifiche tecniche al provvedimento del 30.04.18; 2.2.1.16.3 importo del contributo; 2.2.1.16.4 il dato può non essere valorizzato;

- le spese anticipate in nome e per conto, escluse dalla base imponibile Iva ai sensi dell’art. 15 d.P.R. 633/1972 possono essere indicate alternativamente mediante inserimento di un blocco nel campo “Dati Beni e servizi” (indicando l’importo ed il codice “N1”), ovvero utilizzando il blocco “Altri dati gestionali” (ricordandosi in tal caso di aggiungere l’importo delle stesse al totale della fattura);

- l’emissione della fattura differita richiede l’indicazione dei riferimenti dei Ddt emessi senza allegare gli stessi alla fattura. Con la fattura elettronica, l’Agenzia conferma che la fattura differita può contenere anche solo l’indicazione della data e del numero del Ddt, e che la conservazione degli stessi può avvenire con la tradizionale modalità cartacea. Tuttavia, qualora i Ddt siano allegati alla fattura elettronica ed il soggetto passivo abbia attivato il servizio di conservazione gratuita dell’Agenzia, gli stessi saranno automaticamente portati in conservazione con la fattura. Lo stesso dicasi per le prestazioni di servizi, poiché, con la circolare 18/E/2014, l’Agenzia aveva precisato che a supporto della fattura differita può essere utilizzata la documentazione commerciale prodotta e conservata per poter individuare con certezza la prestazione eseguita, la data di effettuazione e le parti contraenti.